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Seconda vita per GameStop: Pokémon, prodotti da collezione e eBay

di Periplo · 8 Settembre 2026
Seconda vita per GameStop: Pokémon, prodotti da collezione e eBay

Sono trascorsi cinque anni dallo short squeeze che catapultò GameStop sotto i riflettori globali, trasformando una catena di negozi di videogiochi nell’emblema della stagione delle meme stock. Oggi la società americana affronta uno scenario radicalmente mutato, lontano dall’euforia speculativa che ne aveva gonfiato le quotazioni e attirato l’attenzione di milioni di investitori improvvisati.

Il nodo resta quello di sempre: il commercio al dettaglio tradizionale, sul quale l’azienda ha costruito la propria storia, appare in progressivo affanno. La distribuzione fisica di videogiochi si scontra con l’avanzata inarrestabile del digitale, dei download diretti e dei servizi in abbonamento, che hanno ridimensionato il ruolo dei punti vendita specializzati.

Di fronte a questa trasformazione, GameStop sembra orientata a cercare una seconda vita puntando su segmenti diversi da quello che ne ha caratterizzato l’identità originaria. L’attenzione si sposta verso il mondo dei prodotti da collezione, un ambito che negli ultimi tempi ha conosciuto una vivacità considerevole e che intercetta la passione di un pubblico affezionato.

In questa direzione si inserisce l’interesse verso l’universo Pokémon, tra i franchise più longevi e riconoscibili dell’intrattenimento contemporaneo. Le carte da collezione e gli oggetti legati al marchio rappresentano un mercato dalle dinamiche interessanti, capace di generare volumi e coinvolgimento anche al di fuori dei canali strettamente videoludici.

A completare il quadro delle possibili nuove rotte figura anche il richiamo a eBay, piattaforma storica del commercio elettronico e degli scambi tra collezionisti. L’apertura verso questo tipo di ecosistema testimonia la volontà di ripensare il modello di business, adattandolo a un contesto in cui la compravendita di oggetti rari e da collezione trova terreno fertile.

Resta da capire se questa riconversione basterà a garantire all’azienda una prospettiva solida nel lungo periodo. La transizione dal retail fisico a un’offerta più diversificata comporta rischi e incognite, ma segna comunque il tentativo di GameStop di reinventarsi oltre l’eredità, tanto celebre quanto ingombrante, della stagione delle meme stock.


Questo contenuto e’ stato redatto con il supporto di intelligenza artificiale e supervisionato dalla redazione editoriale de Il Periplo. Il Periplo e’ un sito di divulgazione digitale e non costituisce testata giornalistica ai sensi della L. 62/2001.