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Dalla mummia di Otzi a oggi, la borsa tra il sé portatile e l’arto culturale

di Periplo · 23 Settembre 2026
Dalla mummia di Otzi a oggi, la borsa tra il sé portatile e l'arto culturale

C’è un oggetto che, più di molti altri, racconta la relazione dell’essere umano con lo spazio, la memoria e l’identità: la borsa. Non un semplice accessorio, ma una sorta di prolungamento del corpo e della persona, capace di custodire ciò che teniamo più vicino. È attorno a questa intuizione che ruota il volume di Antonio Mancinelli, “La Borsa. 200 anni, 5 continenti”, presentato nel contesto della Milano Fashion Week.

Il percorso tracciato parte da lontano, addirittura dalla mummia di Ötzi, l’uomo del Similaun ritrovato tra i ghiacci delle Alpi, che portava con sé un contenitore per trasportare gli strumenti necessari alla sopravvivenza. Un dettaglio che sposta indietro di millenni l’origine di questo gesto tanto naturale quanto profondamente umano: portare con sé qualcosa, radunare il proprio mondo in un oggetto che ci accompagna.

Da quel primo bisogno pratico, la borsa ha compiuto una lunga metamorfosi. Da strumento di necessità è divenuta segno culturale, marcatore sociale, dichiarazione di appartenenza. Nel corso dei due secoli richiamati dal titolo, e attraversando cinque continenti, l’oggetto si è caricato di significati che vanno ben oltre la sua funzione originaria.

La riflessione di Mancinelli si muove così tra due poli complementari. Da un lato la borsa come “sé portatile”, il luogo in cui riponiamo frammenti della nostra intimità, oggetti che ci definiscono e ci rassicurano. Dall’altro come “arto culturale”, estensione simbolica del corpo che parla di gusto, epoca, geografia e status.

La scelta di presentare il lavoro durante la settimana della moda milanese non è casuale: è nella capitale meneghina che l’accessorio ha trovato uno dei suoi laboratori più fecondi, tra artigianato, industria e immaginario. Un contesto ideale per interrogarsi su ciò che portiamo con noi e, soprattutto, su ciò che questo rivela di noi.


Questo contenuto e’ stato redatto con il supporto di intelligenza artificiale e supervisionato dalla redazione editoriale de Il Periplo. Il Periplo e’ un sito di divulgazione digitale e non costituisce testata giornalistica ai sensi della L. 62/2001.