Agrusti (Pordenonelegge),i libri rendono gli uomini più difficili da dominare

Si è aperta con parole di forte impegno civile l’edizione di quest’anno di Pordenonelegge, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura che ogni autunno anima la città friulana. A dare il via alla rassegna è stato il presidente della Fondazione, Michelangelo Agrusti, che ha voluto affidare il proprio intervento inaugurale a una riflessione sul valore della cultura come strumento di emancipazione.
Al centro del suo ragionamento, l’idea che i libri abbiano il potere di rendere le persone meno assoggettabili, più difficili da governare secondo logiche di potere. Un pensiero che richiama una lunga tradizione di riflessione sul rapporto tra sapere e libertà, e che colloca la lettura non come semplice passatempo, ma come esercizio di autonomia intellettuale.
Nella sua visione, la cultura si configura infatti come una pratica di libertà: chi legge, chi si nutre di idee e di conoscenza, sviluppa quella capacità critica che permette di sottrarsi alle semplificazioni e alle manipolazioni. È in questo senso che il festival intende porsi non soltanto come vetrina editoriale, ma come luogo di formazione della coscienza collettiva.
Il messaggio inaugurale traccia dunque una linea di continuità con la vocazione originaria della manifestazione, da anni punto di riferimento per il panorama letterario italiano e occasione di incontro tra autori, lettori e protagonisti del dibattito pubblico.
Con questa apertura, Pordenonelegge riafferma il proprio ruolo di presidio culturale, invitando il pubblico a riconoscere nella lettura un gesto tutt’altro che neutro, capace di alimentare la libertà individuale e la partecipazione civile.
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