Kehinde Wiley a Trump, ‘ricompro il mio quadro espulso dall’ambasciata’

L’artista statunitense Kehinde Wiley ha annunciato l’intenzione di riacquistare una propria opera, dopo che questa è stata rimossa da una sede diplomatica americana. La decisione di ritirare il dipinto sarebbe maturata sulla base di considerazioni ideologiche, che avrebbero portato a giudicare il lavoro non più in linea con l’orientamento culturale desiderato.
Il quadro era stato ritenuto eccessivamente “woke”, termine che negli Stati Uniti indica, spesso con accezione polemica, una sensibilità marcatamente progressista verso i temi dell’identità e della giustizia sociale. La sua presenza in un contesto ufficiale come quello di un’ambasciata è diventata così oggetto di contestazione.
Secondo quanto riferito dallo stesso Wiley, la rimozione sarebbe legata al suo ruolo di ritrattista di Barack Obama. L’artista è infatti noto al grande pubblico proprio per il ritratto ufficiale dell’ex presidente, un’opera che ha contribuito in modo significativo alla sua notorietà internazionale e che lo colloca in una precisa tradizione di rappresentazione istituzionale.
Di fronte all’esclusione della propria opera dallo spazio diplomatico, Wiley ha scelto di rivendicarne il possesso, manifestando la volontà di riportarla nelle proprie mani attraverso un riacquisto. Una risposta che assume anche un valore simbolico, in un momento in cui il rapporto tra arte, potere e orientamenti politici torna a essere terreno di confronto negli Stati Uniti.
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