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Dalla mummia di Otzi a oggi, la borsa tra il sé portatile e l’arto culturale

di Periplo · 23 Settembre 2026
Dalla mummia di Otzi a oggi, la borsa tra il sé portatile e l'arto culturale

Quando nel 1991 i ghiacci delle Alpi orientali restituirono il corpo di Ötzi, l’uomo vissuto oltre cinquemila anni fa, tra i suoi averi comparve anche un piccolo contenitore per trasportare oggetti. Un dettaglio che, a distanza di millenni, ci ricorda quanto antica sia l’esigenza di portare con sé, ovunque si vada, ciò che consideriamo essenziale.

È da questa suggestione che prende le mosse il volume di Antonio Mancinelli, La Borsa. 200 anni, 5 continenti, presentato nel contesto della Milano Fashion Week. Un lavoro che sceglie di raccontare un accessorio tanto quotidiano quanto denso di significati, seguendone le trasformazioni attraverso due secoli di storia e diverse latitudini culturali.

La borsa, in questa lettura, non è soltanto un oggetto funzionale. Diventa una sorta di prolungamento della persona, quasi un arto aggiuntivo che accompagna il corpo e ne estende le possibilità. In essa custodiamo frammenti della nostra identità: documenti, ricordi, strumenti di lavoro, piccoli oggetti dai quali non vogliamo separarci.

Il taglio dell’opera intreccia la dimensione intima a quella collettiva. Se da un lato la borsa rappresenta un “sé portatile”, uno spazio privato che ci portiamo appresso, dall’altro assume i tratti di un vero e proprio segno culturale, capace di raccontare epoche, costumi e appartenenze sociali.

Attraversare due secoli e cinque continenti significa osservare come questo accessorio abbia cambiato forma, materiali e valore simbolico a seconda dei contesti. Uno sguardo che consente di leggere, attraverso un oggetto apparentemente minore, le grandi trasformazioni della società, del gusto e dei modi di abitare il mondo.

La scelta di presentare il libro durante la settimana della moda milanese sottolinea infine il legame tra questa riflessione e il territorio in cui la borsa continua a rinnovarsi come linguaggio espressivo. Un invito a guardare con occhi diversi a un compagno silenzioso della nostra vita di ogni giorno.


Questo contenuto e’ stato redatto con il supporto di intelligenza artificiale e supervisionato dalla redazione editoriale de Il Periplo. Il Periplo e’ un sito di divulgazione digitale e non costituisce testata giornalistica ai sensi della L. 62/2001.