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La mobilità in Italia è sempre più cashless

di Periplo · 18 Settembre 2026
La mobilità in Italia è sempre più cashless

Il modo in cui gli italiani saldano il conto degli spostamenti quotidiani sta cambiando in profondità. Un’indagine promossa da SumUp fotografa una tendenza ormai consolidata: nel settore della mobilità, dai mezzi pubblici fino alle corse in taxi, il denaro contante cede progressivamente il passo agli strumenti di pagamento digitale.

Lo studio mette in relazione due fenomeni che procedono in parallelo. Da un lato l’aumento dei costi legati al trasporto, che riguarda tanto gli autobus quanto i taxi; dall’altro il calo dell’uso delle banconote e delle monete per regolare queste spese. In altre parole, mentre gli italiani spendono di più per muoversi, scelgono sempre più spesso carte e sistemi elettronici per farlo.

Si tratta di un’evoluzione che rispecchia abitudini ormai diffuse in ambito quotidiano. La comodità di appoggiare una carta o uno smartphone a un lettore, senza dover cercare il resto o preoccuparsi di avere contanti a portata di mano, ha reso il pagamento digitale una scelta naturale anche in contesti tradizionalmente legati al denaro fisico, come appunto le corse in taxi.

La transizione verso una mobilità cashless riguarda l’intera filiera del trasporto e coinvolge sia i grandi operatori del servizio pubblico sia i singoli professionisti. L’adozione di terminali di pagamento sempre più accessibili ha contribuito ad ampliare la platea di chi accetta transazioni elettroniche, favorendo un cambiamento che appare destinato a proseguire.

Il quadro tracciato dallo studio si inserisce in una tendenza più ampia che attraversa l’economia italiana, dove il ricorso al contante continua a ridursi in numerosi settori. La mobilità, in questo senso, non fa eccezione e conferma come le abitudini di pagamento degli italiani stiano progressivamente allineandosi a una logica sempre più digitale.


Questo contenuto e’ stato redatto con il supporto di intelligenza artificiale e supervisionato dalla redazione editoriale de Il Periplo. Il Periplo e’ un sito di divulgazione digitale e non costituisce testata giornalistica ai sensi della L. 62/2001.